Carburante per yacht green: verrà prodotto in Sardegna dai rifiuti organici

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La Sardegna potrebbe diventare il primo territorio al mondo a produrre un carburante per yacht completamente sostenibile ottenuto dai rifiuti organici. Il progetto, presentato durante la Fiera Nautica di Porto Rotondo, punta alla realizzazione di una filiera del biometanolo destinata al settore nautico di lusso.

Secondo quanto riportato da La Nuova Sardegna, il nuovo carburante green potrebbe chiamarsi “Bi-Emerald” e sarà prodotto attraverso il recupero della frazione organica dei rifiuti urbani. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un combustibile a impatto ambientale pari a zero.

Il primo carburante per yacht prodotto dai rifiuti

Il cuore del progetto nascerà a Olbia, nell’area di Spiritu Santu, dove è in costruzione un biodigestore che entrerà in funzione entro circa un anno. L’impianto trasformerà la FORSU, cioè la frazione organica dei rifiuti solidi urbani, in biometano e successivamente in biometanolo destinato alla nautica.

Una parte del biometano verrà utilizzata per la rete domestica, ma la quota principale sarà convertita nel nuovo carburante per yacht green, pensato soprattutto per yacht e superyacht impegnati nella transizione energetica.

Dietro il progetto lavorano insieme istituzioni, università, imprese private e centri di ricerca. Tra i protagonisti c’è il Politecnico di Milano, con il professor Flavio Manenti, docente ordinario di impianti chimici “Giulio Natta”.

“Siamo i primi al mondo a portare avanti una produzione di biometanolo con una rete così forte tra industria, politica, ricerca e autorità”, ha spiegato Manenti durante l’evento.

La Sardegna punta a diventare hub del carburante nautico sostenibile

L’iniziativa potrebbe trasformare la Sardegna in un nuovo punto di riferimento internazionale per il rifornimento nautico sostenibile nel Mediterraneo.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, Domenico Bagalà, ha già ipotizzato una rete regionale di stoccaggio e distribuzione del biometanolo che coinvolgerebbe diversi porti strategici dell’isola:

  • Olbia
  • Golfo Aranci
  • Santa Teresa Gallura
  • Arbatax
  • Cagliari
  • Sarroch
  • Portovesme
  • Oristano
  • Porto Torres

L’obiettivo finale è creare una vera infrastruttura dedicata al carburante per yacht ecologico, aprendo anche alla possibilità di finanziamenti europei per l’espansione della filiera.

Perché il biometanolo può cambiare il settore nautico

Il biometanolo viene considerato uno dei combustibili più promettenti per la transizione energetica del comparto marittimo. A differenza dei carburanti tradizionali, può essere prodotto da materiali di scarto e permette una forte riduzione delle emissioni di CO2.

Secondo il Ministero dell’Ambiente, in Italia vengono prodotti ogni anno circa 30 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui quasi il 40% è costituito da frazione organica derivante dalla raccolta differenziata. Una risorsa enorme che potrebbe diventare materia prima energetica.

Il settore degli yacht di lusso, spesso criticato per l’elevato impatto ambientale, potrebbe quindi trovare nel biometanolo una soluzione concreta per ridurre le emissioni senza rinunciare alle prestazioni.

Quando partirà la produzione del nuovo carburante per yacht

La fase operativa del progetto è ufficialmente iniziata. I primi test industriali dovrebbero partire entro circa 20 mesi, mentre il biodigestore di Olbia rappresenterà il modello pilota da esportare successivamente anche in altri porti del Mediterraneo.

Il progetto punta ora a ottenere nuovi investimenti e finanziamenti per sviluppare un impianto specifico dedicato ai motori nautici di nuova generazione.

Se il piano verrà completato nei tempi previsti, la Sardegna potrebbe diventare il primo territorio al mondo a produrre su larga scala un carburante per yacht ottenuto dai rifiuti organici.

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