La Sardegna, vista dal sellino, è molto più di una destinazione balneare. È un’isola che cambia ritmo a ogni curva, con litorali spettacolari, interni silenziosi e strade che sanno essere dolci o durissime senza quasi avvisare. Nel 2026 l’attenzione verso il ciclismo sardo è cresciuta ancora, anche grazie al ritorno del Giro di Sardegna, e per chi vuole organizzare un viaggio su due ruote questo è il momento giusto per scegliere i giri più belli, quelli che non si limitano a farti vedere un panorama ma ti fanno sentire davvero dentro l’isola.
Perché la Sardegna oggi è una destinazione da ciclista vero
Negli ultimi mesi la Sardegna è tornata sotto i riflettori del grande ciclismo grazie al ritorno del Giro di Sardegna, ripartito nel 2026 dopo quindici anni di assenza, ma per chi pedala da viaggiatore la notizia più utile è un’altra: l’isola ha ormai una rete ufficiale pensata anche per il cicloturismo, raccontata dal portale Sardegna Ciclabile, che divide la Ciclovia della Sardegna in 19 itinerari, con mappe, caratteristiche tecniche e indicazioni sui punti di interesse. Accanto a questo progetto c’è il lavoro di SardegnaTurismo, che continua a valorizzare i tratti più spettacolari lungo costa e nell’interno. Il risultato, per un ciclista, è raro: una regione dove puoi costruire un viaggio a tappe, una vacanza su strada, un weekend in gravel o una serie di anelli in mountain bike senza avere la sensazione di improvvisare. E poi c’è il fattore che conta più di tutti: la Sardegna è grande, varia, aspra e luminosa. Non offre un solo tipo di pedalata, ma molte Sardegne diverse. La stagione migliore resta quella che i ciclisti conoscono bene, cioè primavera e autunno, quando il clima è più favorevole e la luce valorizza tutto, ma alcune zone dell’isola si lasciano pedalare bene anche in inverno, soprattutto lungo le coste.
Il giro che tutti dovrebbero fare almeno una volta: Alghero, Bosa e il respiro della costa ovest
Se dovessi consigliare un solo giro capace di spiegare in poche ore perché la Sardegna è speciale in bicicletta, partirei da ovest. Il tratto da Alghero verso Bosa è uno dei più celebrati anche nei percorsi ufficiali del turismo regionale, e il motivo si capisce appena la strada comincia a piegarsi tra mare, scogliere e saliscendi continui. Non è una pedalata banale né completamente rilassata, perché la provinciale 105 chiede gamba e attenzione, ma in cambio offre quella sensazione rara di essere sospesi tra cielo e acqua. Alghero ha il vantaggio di essere una porta d’ingresso comoda, con aeroporto vicino e servizi, mentre Bosa è il premio emotivo del giro: un borgo colorato, attraversato dal Temo, che ti invita a fermarti più del previsto. Da lì, per chi ha ancora energie o vuole allungare il viaggio, il percorso ufficiale prosegue verso la Planargia, il Montiferru e poi giù fino a Cabras e alla penisola del Sinis. È qui che il giro smette di essere solo panoramico e diventa un viaggio pieno: borghi, stagni, storia, spiagge, vento e tratti in cui la bici sembra il mezzo perfetto per capire le distanze reali dell’isola. È una scelta ideale per chi ama la bici da corsa, ma anche per chi viaggia con borse leggere e vuole trasformare una tappa in due giorni di pedalata memorabile.
Nord-est ed est: Costa Smeralda, Olbia, Orosei e la Sardegna che alterna eleganza e fatica
Il nord-est sardo viene spesso immaginato solo come terra di spiagge famose e vacanze estive, ma da ciclista è molto di più. L’itinerario ufficiale CS 6 collega Arzachena a Olbia attraversando la Costa Smeralda, con passaggi da Porto Cervo, Porto Rotondo, Golfo di Marinella e Golfo Aranci: significa pedalare in uno dei paesaggi costieri più noti dell’isola, ma viverlo in modo opposto rispetto al turismo mordi e fuggi. In sella capisci davvero i continui cambi di pendenza, le strade che aprono all’improvviso su un’acqua chiarissima, il vento che entra di lato e il ritmo spezzato di una costa mai monotona. Se invece vuoi un’esperienza più personale e meno patinata, la costa orientale è forse ancora più completa: i tratti della Ciclovia tra Olbia, Siniscola, Orosei, Dorgali e Tortolì passano per San Teodoro, Posada, Santa Lucia, Capo Comino, Bidderosa, Cala Liberotto e la Marina di Orosei, mettendo insieme mare, piccoli centri e accessi a un entroterra che sa diventare duro. Per chi ama la mountain bike, qui ci sono due giri bellissimi e molto diversi. Il primo è l’anello di Orosei verso Monte Tuttavista, 24,2 chilometri con 940 metri di dislivello, breve ma intenso, pensato per chi ha gamba e buona tecnica. Il secondo è il circuito dell’Arcipelago della Maddalena, 25,4 chilometri con 290 metri di salita, più scorrevole e panoramico, perfetto quando vuoi pedalare guardando il mare senza trasformare ogni uscita in una prova di forza.
Sud e interno: Villasimius, Cagliari, Cardedu e gli sterrati che fanno capire la vera isola
Chi arriva in Sardegna con l’idea di una vacanza in bici completa, fatta di giornate diverse e non tutte uguali, dovrebbe tenere insieme due mondi. Il primo è quello della costa sud-orientale: l’itinerario ufficiale da Villaputzu a Villasimius attraversa località amatissime come Costa Rei, Cala Sinzias, Punta Molentis e Porto Giunco, mentre il tratto successivo fino a Cagliari passa per Campulongu, Capo Boi, Solanas, Torre delle Stelle, Kala e Moru, Mari Pintau e poi arriva al Poetto. È una pedalata che alterna scorci aperti, strappi, paesi di mare e una chiusura urbana sorprendente, perché entrare a Cagliari in bici dopo aver costeggiato il sud-est regala una sensazione di viaggio compiuto. Il secondo mondo è quello dell’interno e dello sterrato vero, quello che consiglio a chi vuole portarsi a casa la Sardegna più autentica. A Cardedu c’è un anello di 38,6 chilometri con 860 metri di dislivello che sale verso Monte Ferru e tocca il nuraghe Genna Didu, mescolando campagna e costa. Ancora più impegnativo è il giro da Guspini verso Montevecchio e Piscinas: 54,2 chilometri con 1.230 metri di salita, un percorso che mette insieme miniere, mare, sabbia e fatica vera. Qui non pedali per collezionare foto perfette, ma per sentire che la bici può ancora essere un modo onesto di leggere il territorio. Ed è forse questa la differenza più grande tra la Sardegna pedalata e quella soltanto visitata.
| Giro consigliato | Tipologia | Perché vale il viaggio | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Alghero – Bosa – Cabras | Strada / viaggio a tappe | Scogliere, borgo di Bosa, Sinis e atmosfera da grande costa sarda | Ciclisti su strada e cicloturisti con buon allenamento |
| Arzachena – Porto Cervo – Olbia | Strada | Costa Smeralda, continui cambi di ritmo, mare sempre vicino | Chi cerca paesaggio iconico e uscite medio-lunghe |
| La Maddalena ad anello | Mountain bike / trekking bike | 25,4 km panoramici con salita contenuta e coste spettacolari | Chi vuole un giro accessibile ma scenografico |
| Orosei – Monte Tuttavista | Mountain bike | 24,2 km intensi, vista ampia e salita che si fa ricordare | Ciclisti allenati con buona tecnica |
| Villasimius – Cagliari | Strada | Capo Boi, Solanas, Mari Pintau e arrivo al Poetto | Chi sogna una tappa costiera completa e molto narrativa |
| Cardedu – Monte Ferru | Gravel / mountain bike | 38,6 km tra campagna, nuraghe e marina | Chi cerca una Sardegna più quieta e meno turistica |
| Guspini – Montevecchio – Piscinas | Mountain bike | 54,2 km tra miniere, dune e uno dei paesaggi più ruvidi dell’isola | Esperti che vogliono sterrato serio e carattere |
FAQ
Qual è il periodo migliore per andare in bici in Sardegna?
Primavera e autunno restano le stagioni più equilibrate, perché uniscono luce bella, temperature più gestibili e strade meno affollate. In alcune zone costiere anche l’inverno può essere molto piacevole, mentre l’estate richiede partenze presto, molta acqua e attenzione al vento.
La Sardegna è adatta solo ai ciclisti molto allenati?
No, ma bisogna scegliere bene i giri. L’isola offre tratti molto pedalabili, anelli brevi e percorsi panoramici anche accessibili, però ha anche salite secche, vento e strade lunghe che possono diventare impegnative se affrontate con leggerezza.
Meglio bici da corsa, gravel o mountain bike?
Dipende dal tipo di viaggio che vuoi fare. La bici da corsa è perfetta per i grandi litorali e le tappe ufficiali della Ciclovia, la gravel è la scelta più versatile per chi ama deviare, mentre la mountain bike dà il meglio nelle zone interne, nei tratti minerari e nei percorsi tecnici dell’Ogliastra o del sud-ovest.
Quale giro scegliere se è la prima volta in Sardegna da ciclista?
Per una prima volta, il tratto Alghero-Bosa resta il più immediato da amare. Ha panorama, identità, servizi e una bellezza che si capisce anche in una sola giornata. Se invece vuoi una tappa più lineare e balneare, Villasimius-Cagliari è un’altra scelta molto forte.
Esistono itinerari ufficiali da seguire con mappe?
Sì. La Ciclovia della Sardegna è organizzata in 19 itinerari ufficiali e per ciascuno sono disponibili schede e mappe. È una base molto utile per pianificare sia una vacanza a tappe sia singole uscite giornaliere.
Una curiosità che ogni ciclista capisce subito
La cosa più sorprendente della Sardegna in bici è che il mare, a un certo punto, smette di essere il protagonista unico. Parti pensando che saranno soprattutto spiagge e colori a guidarti, poi ti accorgi che a restarti dentro sono anche il silenzio dell’interno, i paesi attraversati piano, gli odori della macchia mediterranea e quel modo molto sardo di passare, in pochi chilometri, da una costa luminosa a una salita ruvida e quasi montana. È per questo che molti tornano: non perché l’isola si esaurisca in un viaggio, ma perché ogni giro sembra solo il primo di una serie più lunga.
