Le 10 strade più belle della Sardegna in moto

Le 10 strade più belle della Sardegna in moto

La Sardegna è uno di quei luoghi che, per chi ama viaggiare su due ruote, sembrano pensati apposta. Non offre solo strade panoramiche, ma un’alternanza continua di mare, montagna, altipiani, miniere dismesse, borghi colorati e curve che cambiano ritmo a ogni decina di chilometri. Alcuni percorsi sono diventati classici tra i motociclisti, come la SS125 Orientale Sarda e la panoramica Alghero-Bosa, mentre altri restano meno famosi ma sorprendono proprio perché uniscono guida tecnica e paesaggi molto diversi nello stesso itinerario. Cercando online le informazioni più recenti emerge anche un aspetto pratico importante: nel 2026 Anas ha realizzato nuovi interventi di pavimentazione sulla SS125 e sulla SS195, segno che diversi tratti molto amati dai motociclisti stanno ricevendo manutenzione utile per la stagione di viaggio.

Questo articolo non è pensato solo per chi ha già esperienza in sella. È una guida chiara, narrativa e utile anche per chi sogna un viaggio in moto in Sardegna e vuole capire quali strade scegliere davvero, quali soste meritano e in quali periodi conviene partire. L’idea non è fare una classifica astratta, ma costruire una mappa reale delle 10 strade più belle, con caratteristiche diverse: alcune spettacolari sul mare, altre più tecniche nell’interno, altre ancora perfette per alternare curve, panorami e borghi.

L’itinerario delle 10 strade: mappa e caratteristiche dei percorsi

La prima strada da segnare è la SS125 Orientale Sarda, la più iconica per chi percorre la costa est dell’isola. Wikipedia la descrive come la più rapida e antica via di collegamento della Sardegna orientale, mentre le guide motociclistiche online indicano soprattutto il tratto tra Lotzorai, Baunei, Dorgali e Orosei come uno dei più spettacolari e tecnici dell’intera regione. Subito dopo viene la SP105 Alghero-Bosa, la leggendaria litoranea di circa 45 chilometri che molti motociclisti considerano quasi perfetta per successione di curve, saliscendi e vista costante sul mare. La terza strada da non perdere è la SS126 tra Iglesias e Guspini, che secondo le guide specializzate offre curve disegnate sui fianchi delle montagne e un carattere più tecnico e meno turistico rispetto ai grandi classici costieri.

La quarta è la SP71 della Costa del Sud, tra Chia, Teulada e Capo Spartivento, una strada molto amata perché segue il profilo frastagliato della costa con curve continue e scorci che sembrano usciti da una cartolina. La quinta è la litoranea Cagliari-Villasimius, segnalata tra le panoramiche più belle dell’isola grazie al susseguirsi di spiagge, promontori e affacci sul mare del sud-est. La sesta è l’itinerario Nebida-Buggerru-Portu Maga-Torre dei Corsari, che passa lungo SP83, SP66 e tratti collegati del sud-ovest minerario, unendo scogliere, costa selvaggia e una Sardegna molto diversa da quella da cartolina più famosa. La settima è la salita Tempio Pausania-Monte Limbara, proposta nelle guide come un classico dell’interno gallurese per chi cerca aria più fresca, curve in quota e panorama largo.

L’ottava strada è la discesa verso Cala Gonone dalla Galleria Etza sulla SP26, una serie di tornanti che, secondo le guide motociclistiche, regalano viste spettacolari sulle scogliere del Golfo di Orosei e cambiano completamente il ritmo della giornata. La nona è il lungo itinerario Santa Teresa di Gallura-Tempio Pausania-Pattada-Foresta di Burgos-Lago Omodeo, segnalato online come uno dei percorsi più completi per chi vuole attraversare Gallura e interno senza restare sempre sulla costa. La decima è l’asse Olbia-Costa Smeralda-Palau, con eventuale estensione verso La Maddalena e Caprera, perché combina curve scorrevoli, località famose e la possibilità di allungare il viaggio verso uno dei paesaggi marini più celebri dell’isola. Nel complesso, la mappa ideale della Sardegna in moto non è un anello unico, ma una rete di strade da combinare: est per la guida più leggendaria, ovest per i grandi panorami costieri, sud per il mare aperto, interno per i ritmi più silenziosi.

Strada / trattoZonaPerché vale il viaggio
SS125 Orientale SardaLotzorai, Baunei, Dorgali, OroseiÈ uno dei percorsi più famosi e tecnici della Sardegna, con curve, roccia e viste sul Golfo di Orosei.
SP105 Alghero-BosaNord-ovestCirca 45 km di strada sul mare, considerata un classico assoluto per i motociclisti.
SS126 Iglesias-GuspiniSud-ovest internoPiù tecnica e meno scontata, con curve disegnate sui rilievi dell’entroterra.
SP71 Costa del SudChia, Teulada, Capo SpartiventoCurve incessanti, saliscendi e paesaggi costieri molto scenografici.
Litoranea Cagliari-VillasimiusSud-estUna delle panoramiche più belle dell’isola, ideale per una giornata di mare e guida.
Nebida-Buggerru-Portu Maga-Torre dei CorsariCosta minerariaUnisce scogliere, miniere e costa selvaggia in un itinerario molto originale.
Tempio Pausania-Monte LimbaraGallura internaSalita di quota, aria più fresca e panorama ampio sull’interno gallurese.
SP26 verso Cala GononeDorgali – Golfo di OroseiTornanti spettacolari e arrivo scenografico sul mare.
Santa Teresa-Tempio-Pattada-Lago OmodeoNord e centroItinerario lungo e vario, perfetto per vedere una Sardegna meno ovvia.
Olbia-Costa Smeralda-PalauNord-estStrada scorrevole, località famose e possibile estensione verso La Maddalena.

Consigli utili per i motociclisti: asfalto, curve e periodo migliore

Il primo consiglio pratico è semplice: la Sardegna va preparata come un viaggio vero, non come una somma di belle foto. Nel 2026 Anas ha comunicato di aver realizzato oltre 11 chilometri di nuova pavimentazione sulla SS125 Orientale Sarda in vari tratti, mentre a fine febbraio ha annunciato anche 10 chilometri di nuovo asfalto sulla SS195 Sulcitana tra Capoterra e Teulada, con ulteriori interventi programmati sui bordi stradali in alcune zone. Per chi viaggia in moto questa è una notizia utile, perché conferma attenzione su due assi molto frequentati. Allo stesso tempo, sempre online compaiono segnalazioni di lavori di manutenzione sulla SS125 tra Baunei e Tortolì tra marzo e maggio 2026, quindi prima di partire conviene controllare aggiornamenti locali, ordinanze e viabilità giorno per giorno.

Dal punto di vista della guida, non tutte le strade sarde chiedono lo stesso approccio. La SS125 e la SP105 Alghero-Bosa sono amate proprio perché alternano curve fluide e tratti tecnici, ma richiedono concentrazione costante, soprattutto quando la tentazione di guardare il panorama è forte. La SP71 nel sud e i percorsi minerari verso Nebida o Portu Maga possono essere più esposti al vento e al sole, mentre le strade interne come Limbara o Pattada offrono spesso temperature migliori e un ritmo più rilassato. In generale, i periodi migliori restano la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, perché permettono di godersi l’isola con meno traffico turistico, luce lunga e temperature più gestibili rispetto ad agosto, quando le coste più note diventano più affollate.

Chi parte per la prima volta dovrebbe evitare l’errore più comune: voler fare troppi chilometri in una sola giornata. In Sardegna le distanze sembrano semplici sulla carta, ma curve, soste panoramiche e deviazioni rallentano piacevolmente il viaggio. Strade come la SS125, la Alghero-Bosa o la discesa verso Cala Gonone rendono molto di più se percorse con calma, lasciando spazio alle pause e senza inseguire medie orarie inutili. Per una vacanza di 3 o 4 giorni, la scelta più intelligente è dividere l’isola per temi: un giorno costa est, uno costa ovest, uno sud o interno, e magari un ultimo tratto nel nord.

Cosa vedere durante le soste: panorami e borghi

Una delle ragioni per cui la Sardegna in moto resta impressa è che le soste non sono un riempitivo, ma una parte centrale del viaggio. Lungo la SS125 le guide segnalano tappe come Pedra Longa, poco prima di Baunei, e la discesa panoramica verso Cala Gonone, due luoghi che mostrano bene il rapporto spettacolare tra roccia e mare nel Golfo di Orosei. Sulla Alghero-Bosa, invece, la sosta che dà senso all’intero percorso è proprio Bosa, descritta nelle guide come un borgo di case colorate dominato dal Castello dei Malaspina e attraversato dal fiume Temo. Se si percorre il nord, la zona tra Palau, La Maddalena e Caprera aggiunge un altro tipo di paesaggio, fatto di granito, strade panoramiche più raccolte e accesso a uno dei parchi più celebri della Sardegna.

Nel sud-ovest le soste cambiano completamente tono e diventano più ruvide, quasi cinematografiche. Le guide online propongono Nebida, Buggerru, Portu Maga e Torre dei Corsari come tappe chiave del percorso minerario-costiero, mentre altri itinerari aggiungono Ingurtosu, Piscinas e Capo Pecora per chi vuole vedere dune, resti industriali e affacci spettacolari sull’oceano di Sardegna. Sul versante meridionale la SP71 e la litoranea verso Villasimius offrono soste molto diverse: Chia, Capo Spartivento, Costa Rei e lo stesso paese di Villasimius permettono di alternare guida, mare e borghi turistici senza forzare i tempi.

Anche l’interno merita più attenzione di quanto spesso riceva. I percorsi che passano per Tempio Pausania, Pattada, Foresta di Burgos, Lago Omodeo, Tonara e le strade tra SS295 e SS128 mostrano una Sardegna meno fotografata ma molto forte dal punto di vista narrativo, fatta di boschi, salite, paesi e grandi spazi. È proprio qui che molti motociclisti capiscono quanto l’isola non sia solo mare: cambiano i colori, cambia l’odore dell’aria, cambiano perfino i tempi delle soste. E quando, dopo un tratto interno, si torna a vedere il mare, l’effetto è molto più intenso.

Una curiosità che spiega tutto

La vera particolarità della Sardegna in moto è che non esiste una sola “strada più bella” valida per tutti. Alcuni ricordano per sempre la SS125 perché sembra scolpita per le due ruote, altri continuano a parlare della Alghero-Bosa come di una strada quasi perfetta, altri ancora preferiscono i percorsi del Sulcis o della Gallura interna perché sorprendono di più. In fondo è proprio questa la forza dell’isola: nello spazio di pochi giorni si può passare da una litoranea sul mare a una salita di montagna, da una strada mineraria a un borgo storico, da una curva tecnica a un rettilineo panoramico. Non è solo varietà geografica, è una specie di viaggio continuo dentro Sardegne diverse.

FAQ

Qual è la strada più famosa della Sardegna in moto?

La SS125 Orientale Sarda è la più citata e riconoscibile, soprattutto nel tratto tra Ogliastra e Golfo di Orosei, dove molte guide la definiscono una delle strade più spettacolari dell’isola.

La Alghero-Bosa merita davvero?

Sì, perché viene indicata da più fonti come uno dei grandi classici motociclistici della Sardegna grazie ai circa 45 chilometri di curve sul mare e al forte impatto panoramico del percorso.

Ci sono aggiornamenti recenti sull’asfalto nel 2026?

Sì. Anas ha comunicato nuovi interventi di pavimentazione sulla SS125 e sulla SS195 nel 2026, mentre sulla SS125 tra Baunei e Tortolì sono comparsi anche avvisi di lavori di manutenzione in primavera.

Meglio costa o interno?

Dipende dal viaggio che vuoi fare: la costa offre i panorami più immediati, mentre l’interno regala meno traffico, più varietà e una Sardegna spesso più sorprendente. Le guide migliori consigliano di alternare entrambe le anime dell’isola.

Qual è il periodo migliore?

Tarda primavera e inizio autunno restano in genere i momenti più piacevoli, perché aiutano a evitare il caldo intenso e l’affollamento delle settimane centrali d’agosto.

Sito web

Sono consulente per la valorizzazione del territorio e delle tradizioni della Sardegna, un ruolo che mi permette di raccontare ogni giorno l’anima più autentica di questa isola: i suoi paesaggi, la sua cultura e il legame profondo con le sue comunità. Credo che la Sardegna sia un luogo unico, capace di lasciare un segno in chiunque la viva davvero. Far parte di questa terra per me è un privilegio, e mi piace condividere con chi incontro non solo la bellezza dei suoi luoghi, ma anche le storie, le tradizioni e l’identità che la rendono così speciale. Sono sempre felice di conoscere nuove persone e trasmettere loro la passione sincera che provo per la mia isola.

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